Natale gay con… Oh Happy Day – San Francisco Gay Men’s Chorus

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“Pontifex” sito cattolico attacca i candidati omosessuali e sbeffeggia Luxuria: “patrono dei trans”

Monsignor Giuseppe AgostinoChe fantasia certi religiosi; quale infausta prosopopea quando intendono darsi di ragione attaccando gratuitamente quelli che per loro sono i nemici. La tanto predicata misericordia vine calpestata ed esorcizzata a propria ragione ed uso. Dicono che i cattolici della chiesa di Roma si occupano dell’anima dei loro fedeli, mai del corpo, men che meno della politica. Falso e con una buona dose di ipocrisia. Sul sito cattolico Pontifex, pare sia un esercizio quotidiano sbeffeggiare omosessuali, transessuali e chi afferma i loro diritti. Intervistato da Bruno Volpe ex vicedirettore di un altro sito cattolico, Petrus, l’arcivescovo emerito di Cosenza, Monsignor Giuseppe Agostino (in foto), sembra un antico Torquemada dei giorni nostri che, se potesse, saetterebbe fulmini e flagelli su noi e su chi osa prendere posizioni positive sugli omosessuali. Domanda Bruno Volpe all’alto prelato:

Va di moda oggi, per divorziati risposati, conviventi e omosessuali praticanti, definirli irregolari, non ritiene che questa definizione abbia attenuato pericolosamente il senso del peccato?
Lo credo. Bisognerebbe chiamare le cose col loro nome e ritengo che questi siano pubblici peccatori. Il medico pietoso fa la piaga verminosa ed oggi si sente la necessità di rimarcare il senso del peccato che abbiamo smarrito.

Che la chiesa cattolica ci ritenga oramai peccatori irredenti è appurato ed è meglio per noi tutti metterci il cuore in pace. Troppo poche e flebili le voci dei distinguo e quelli che credono diversamente dal monsignore cosentino. Ad essere feroci, ma non troppo, ci verrebbe da dire che chiedono a noi una castità per essere accettati che dentro la chiesa sono in molti a non osservare. Tralasciando anche gli squallidi episodi di pedofilia che nei decenni scorsi ha macchiato diverse diocesi che prima hanno negato, poi ammesso ma senza voler dare soddisfazione alla legge degli uomini, e infine sono stati costretti ad aiutare la giustizia umana, a risarcire migliaia di fedeli violati e fare un mea culpa che mai avrebbero voluto recitare.

Proprio perché i preti si occupano solamente di liturgie e fede, alla preziosa domanda su qual è l’identikit del candidato ideale per l’elettorato cattolico, il monsignore non ha dubbi: buono, onesto, trasparente, coerente, etc., etc., e:

“Persone sfasate come la Bonino e Vendola o la Bresso non rappresentano figure o esempi da seguire, per un cattolico serio”.

Sfasate? Vendola, Bresso e Bonino persone sfasate? Ma di cosa e di chi parla, monsignore? Certo, potrebbero non essere - ma perché mai, poi - figure o esempi da seguire, ma sfasati, onestamente, mi sembra davvero un giudizio non solo penoso ma anche poco cristiano. Le tre figure descritte dall’eminenza, hanno davvero tutti i caratteri che lo stesso elenca in bontà e a favore dell’elettore. Se scarta quei tre, credo dovrebbe accompagnare personalmente all’inferno non so quanti politici di una parte che vorrebbe salvare e mostrare come esempi. Si capisca l’avversione agli omosessuali praticanti che è facile esercizio cardinalizio, ma additare Vendola o la Bresso o la Bonino come figuri del malo esempio, proprio no.

Che ci sia una fervente coalizione arcivescovile che ama parlare di omosessualità e transessualità come in un convivio da picnic, è un altro vescovo emerito, monsignor Giacomo Babini, che sulla diaspora sulle liste elettorali, non nasconde le sue simpatie:

“Forse qualcuno della sinistra avrebbe voluto vincere a tavolino visto che ultimamente con le argomentazioni non ci riesce”.

Quasi dimenticavo: è sempre il solerte Bruno Volpe a fare le domande. Con lui il vescovo emerito affronta la politica, il tema delle donne:

“Un cattolico serio ha il dovere e la onestà intellettuale di riconoscere che i generi sono due, uomo e donna e non sono uguali nel senso biologico del termine,e dunque la donna non può pretendere di svolgere lavori che appartengono all’uomo”.

Poi, sornione come un micio a cui viene grattato il mento, Volpe, dice che nella fretta si è dimenticato dei trans, sa, eccellenza, così, per par condicio. Il vescovo sembra non attendere altro, promettendovi di lasciare a voi ogni commento:

ma loro li catalogo tra i gay. Certo sfilano, fanno quelle carnevalate. Penso che i trans, visto che é di moda, bene farebbero, ad eleggere un loro patrono ormai onnipresente in TV.
Chi?
Vladimir Luxuria, patrono o patrona, scelga, dei trans, un trionfo.

Ve lo avevo promesso, mordicchio la lingua e serro le labbra, anche se avrei voglia di rispondere per le rime. Lascio a voi il compito.
Un’ultima cosa: proprio in occasione della Festa della Donna il vaticano non si è risparmiato l’ultima offesa verso la dignità delle persone omosessuali, spiegando con Celestino Migliore, Osservatore permanente all’ONU, che in “recenti documenti ufficiali ci sono interpretazioni di ‘genere’ che dissolvono ogni specificità e complementarietà tra uomini e donne E che già stanno macchiando e ostacolando ogni serio e tempestivo avanzamento nella ricognizione della dignità e dei diritti delle donne”. In pratica secondo il vaticano il maschilismo presente nella società sarebbe colpa delle politiche a favore dei diritti lgbt.

No comment!

Foto | Fotoguru


Bologna: campagna per il matrimonio gay

Campagna per i matrimoni gay
La questione dei matrimoni tra persone dello stesso sesso ha acquisito sempre maggio importanza e risonanza nel nostro paese, soprattutto dopo lo sciopero della fame della coppia omosessuale di Savona, e dopo le continue richieste…

Telefilm e film gay senza finanziamento della Florida per mancanza di valori tradizionali e famigliari?

Telefilm e film gay senza finanziamento della Florida per mancanza di valori tradizionali e famigliari?

Generalmente, i film girati in Florida possono ottenere crediti sulle tasse, sovvenzioni sui costi, in modo tale da invogliare il lavoro in quello stato. Ma ora, alcuni show televisivi e film con personaggi gay potrebbero essere esclusi da questi benefici. Secondo una nuova legge, possono essere tolte le sovvenzioni alle produzioni che non includono “valori tradizionali e famigliari”

Esplicitamente non vi è riferimento a storie o trame gay e si sono ben guardati dal dirlo apertamente. Tuttavia, Stephen Precourt, rappresentante repubblicano, ha dichiarato che personaggi gay non sono affatto ” quel genere di cose per cui io investirei denaro pubblico”

Per cui si rischierebbe di non ottenere più quello “sconto” dal 2 al 5% per le produzioni che non vengono giudicate “family friendly”. Lo scopo sarebbe quello di bandire la violenza gratuita e l’esibizione di atti e storie poco edificanti per quelli che sono “i veri valori”. E la bagarre continua, dal momento che non è chiaro cosa sia incluso ed escluso: potrebbe essere tutto, del resto, dal tema della droga a quella delle famiglie omosessuali…

Foto | Atomculture


Platinette: “Emma e Loredana? Con Alessandra Amoroso non c’è confronto!”

Lo abbiam detto sin dagli inizi della nona edizione, lo abbiamo ribadito durante tutto il corso del Serale e, ancora adesso, “ci piace” sottoscriverlo: nell’ultima edizione di Amici Di Maria De Filippi non c’è un nuovo…

Chi sono i candidati lgbt alle elezioni regionali

Chi sono i candidati lgbt alle elezioni regionaliCon tutto quello che in questi giorni sta accadendo intorno alle liste per le elezioni regionali, verrebbe voglia di mandare al diavolo tutto e tutti; credo mai si era vista una cosa simile, con i tribunali a redimere tra i contendenti e il governo che decreta, i politici che si scagliano contro la presidenza della Repubblica, le piazze e il disastro. Che baillamme; che paese dei campanelli. Ma il voto è un diritto-dovere da esercitare; è il fondamento democratico di ogni paese civile, il suo alfa. Le regole devono valere per tutti e tutti i cittadini devono poter esercitare il loro diritto di voto. Certo, sibilla qualcuno, chissà cosa sarebbe accaduto; chissà se il governo si fosse speso così velocemente a decretare se il guazzabuglio sarebbe venuto dal centrosinistra. Chissà!

Noi, intanto, teniamo ad informarvi su quelli che sono i candidati dichiaratamente lgbt che troverete nelle liste. Sono diciotto, pochi ma buoni. Capofila di queste candidature non poteva che essere Nichi Vendola, unico omosessuale candidato alla presidenza di una regione, la sua, Puglia. Come è nelle cose è il partito di Marco Pannella ed Emma Bonino ad avere il maggior numero di candidati a marchio lgbt: Chiara Bonora e Paola Montermini in Emilia Romagna, Sergio Rovasio con la Bonino nel Lazio, Roberto Mancuso nella regione di Vendola, il bravo Enzo Cucco in Piemonte, in Lombardia Aldo Gufanti, Francesco Poirè, Luca Piva; Riccardo Cristiano e Marco Marchese in Calabria, Francesco Zanardi in Liguria.

Il resto è spalmato in altri partiti, di centrosinistra. Per l’Italia dei Valori, la presenza del militantissimo Franco Grillini, capolista in Emilia Romagna e responsabile per i diritti civili nell’Idv. Per lo stesso partito, Daniele Casagrande che corre per il consiglio comunale di Venezia. Il Pd pare avere l’orticaria, tanto da aver inserito nelle proprie liste una sola candidata lesbica, Cristiana Alicata, che se eletta andrà in Regione Lazio.

Sinistra ecologia e libertà, il movimento politico di Nichi Vendola, schiera Gabriele Strazio in Lombardia, Saverio Aversa nel Lazio e un altro conosciuto dal movimento, Alessandro Zan, nel Veneto.

Sono i Verdi a scommettere su una transessuale, ex camallo del porto genovese, Valentina Canepa che si candida in Regione Liguria, dove potrà fare davvero molto per le transessuali della sua regione.

Il cerchio delle candidature non poteva che chiudersi con Francesco Zanardi, l’eroe di questi giorni che tanto si è battuto per il riconoscimento pubblico e istituzionale del suo rapporto con Manuel Incorvaia. Una coppia omosessuale la loro che dovrebbe essere stata sostenuta più di quanto non è stato fatto, anche dal movimento. Francesco, ovviamente, è presente nelle liste liguri di Sinistra.

Foto | agenziami


Toscana: Ivana Spagna al DIVA The GLBT Fragrance!

Chissà quanti di voi hanno sognato -e sognano ancor oggi- di incontrare una cantante da sempre acclamata, non soltanto dal pubblico gay. Pur essendo una grande icona del mondo lgbt, infatti, Ivana Spagna è amata…

“Tira” il pacco a Queerblog: mandaci la tua foto very hot!

Uomini e il loro pacco

Queerblog lancia oggi un nuovo gioco fotografico decisamente hot: “tira” il pacco a Queerblog! In pratica aspettiamo le vostro foto che interpretino ironicamente il titolo del gioco secondo queste indicazioni:

  • foto del vostro lato A in mutande, slip, costume…: insomma, vestito
  • nella foto deve essere presente una scatola, piccola, grande, media… insomma: due pacchi e una foto!
  • le foto, ovviamente, devono essere vostre

Sia chiaro: non cerchiamo foto fatte da fotografi professionisti e non desideriamo fare una gara a chi ce l’ha più grosso (anche se noi della redazione studieremo approfonditamente tutte le foto che ci arriveranno…): l’ironia è la chiave vincente per questo gioco. Ovviamente il gioco è aperto a tutti: gli etero sono benvenuti! Inviare le foto per il gioco non vuol dire che si è gay o meno. Le foto verranno pubblicate una a settimana su Queerblog e sottoposte al voto dei nostri lettori. Potete inviarle in maniera anonima; se poi volete raccontarci qualcosa di voi in modo da rendere più personale il tutto siete liberissimi di farlo. Il gioco è riservato a maggiorenni. Le foto vanno inviate all’indirizzo info@queerblog.it.

Nell’attesa, guardatevi la gallery di questi uomini e i loro pacchi: noi siamo certi che voi siete molto meglio di loro….

Uomini e il loro paccoUomini e il loro paccoUomini e il loro paccoUomini e il loro pacco

Uomini e il loro paccoUomini e il loro paccoUomini e il loro paccoUomini e il loro paccoUomini e il loro paccoUomini e il loro paccoUomini e il loro paccoUomini e il loro paccoUomini e il loro paccoUomini e il loro paccoUomini e il loro paccoUomini e il loro paccoUomini e il loro paccoUomini e il loro paccoUomini e il loro paccoUomini e il loro paccoUomini e il loro pacco


I gay sono come funghi velenosi per Monsignor Bartolucci

Mons Bartolucci
 
 
Ennesima intervista in cui un esponente della chiesa esprime le proprie opinioni in merito all’omosessualità. Premetto dicendo che in questo caso, Monsignor Domenico Bartolucci, Maestro della Pontificia Cappella Sistina, il coro del Papa, ha avuto…

Vegani come i gay, necessitano di protezione

La notizia arriva dall’Inghilterra, terra di cosmo dove oramai le discriminazioni vengono viste e vissute come un arretramento culturale e sociale. Una parte della loro vasta comunità, così come è in altre parti del mondo (pensiamo all’India) è veganiana (o vegana), ma anche astemia; altri atei. Si potrebbe sentenziare che a occuparsi di queste fragili minoranze è tempo da impiegare in altre più dotte faccende. E invece no! Queste persone vanno protette al pari del resto della comunità sociale e, per essere più espliciti, al pari degli omosessuali. Lo ha stabilito la commissione britannica per l’eguaglianza ed i diritti umani che ha pubblicato una serie di linee guida per l’interpretazione della nuova legge sull’eguaglianza presentata dalla sottosegretaria e vice leader del partito laburista Harriet Harman. Una cosa più seria quindi della probabile ilarità che potrebbe stimolare la notizia. Scrivono gli estensori della nuova legge sull’uguaglianza:

“una credenza non ha bisogno di includere la fede o il culto di un dio o di più dei, ma deve avere un impatto su come la persona vive la propria vita e percepisce il mondo”

Che ci sia una certa discriminazione su soggetti che praticano il veganismo o siano astemi o si infervorano sull’inesistenza divina, qualcosa di vero c’è. I vegani, ad esempio, come in tanti sapranno non solo non amano cibarsi di carne e vestirsi di pelle, ma disdegnano pure i derivati animali come uova, latte, burro, strutto e quant’altro. Difficile spesso coniugare un convivio alimentare con chi intende negarsi, per una scelta salutista e fideista, tutto quel che la maggioranza ingurgita. Siamo noi gli errati ad andare in estasi di fronte ad una fiorentina; a non negarci un’alimentazione dove carne, uova e tutto il resto imbandiscono le nostre quotidiane tavole o loro che si cibano di ortaggi, frutta, cereali? Per alcuni, l’alimentazione rappresenta non solo un modo di nutrirsi, quanto piuttosto una maniera per sentirsi in armonia con gli altri esseri viventi, o con l’ambiente, o con se stessi, oppure un sistema per ottenere il massimo beneficio per la salute. Vanno quindi protetti, dicono dalla Gran Bretagna. Al pari degli omosessuali.

Non solo i vegani per ”il loro impegno etico verso la protezione degli animali”. A entrare in questo nuovo istituto di tutela, anche gli atei e gli aderenti a culti come Scientology, così come i seguaci di correnti filosofiche come l’umanismo e il pacifismo. Per poi evitare eventuali polemiche, gli estensori della legge hanno chiarito che

Le ideologie politiche, dal marxismo al fascismo, non saranno tuttavia incluse, così come religioni dalla dubbia validità come il ‘Jediismo’, basato sulle idee dei film di Guerre Stellari e che nel mondo conta fino a mezzo milione di adepti.

Forse non dovremmo discriminare neppure noi, ma l’ingresso di Scientology in questo nuovo esercizio di protezione lascia un po’ perplessi; maggiormente se lo si va a paragonare alla protezione verso gli omosessuali. Se qualcuno non smentisce seriamente, pare siano parecchi omofobi e mal sopportano l’omosessualità. In accordo con le teorie L. Ron Hubbard, l’omosessualità è considerata una devianza sessuale e la sua pratica costituisce un “atto overt” da sottoporre a terapia. Qualcuno dovrebbe dirlo alla generosa sottosegretaria Harriet e alla Commissione.

Per i vegani è cosa diversa, come per gli astemi o gli atei. Tanto che i primi, pare intendano celebrare il veganismo al pari del Gay Pride. Il 17 maggio, come si legge in un loro comunicato, vegetariani e vegani venuti da tutto il mondo riempiranno le vie e le piazze di Roma e di Parigi per partecipare al Veggie Pride. Il loro obiettivo: esprimere la loro fierezza di non mangiare carne, pesce e prodotti animali e denunciare il massacro di milioni di animali ogni anno nei rispettivi Paesi.

Il Veggie Pride è una manifestazione che si svolge tutti gli anni a Parigi dal 2001 e, per la prima volta quest’anno, a Roma. L’obiettivo del Veggie Pride - come quello del Gay Pride per gli omosessuali - è di spingere i vegetariani e vegani ad accettarsi e ad esprimersi. Ecco il filo conduttore tra noi e loro.

Riferendosi alla protezione offerta ai vegani, un portavoce della commissione ha spiegato:

“Si tratta di persone per le quali essere vegane o vegetariane è una parte centrale della loro vita. Non si tratta di qualcosa di ‘inventato’ dalla commissione. Il Parlamento fa le leggi, i tribunali le interpretano e la commissione offre linee guida basate sui fatti e proporzionate quando ve ne è la necessità”.

Via | Ansa


Vegani come i gay, necessitano di protezione

La notizia arriva dall’Inghilterra, terra di cosmo dove oramai le discriminazioni vengono viste e vissute come un arretramento culturale e sociale. Una parte della loro vasta comunità, così come è in altre parti del mondo (pensiamo all’India) è veganiana (o vegana), ma anche astemia; altri atei. Si potrebbe sentenziare che a occuparsi di queste fragili minoranze è tempo da impiegare in altre più dotte faccende. E invece no! Queste persone vanno protette al pari del resto della comunità sociale e, per essere più espliciti, al pari degli omosessuali. Lo ha stabilito la commissione britannica per l’eguaglianza ed i diritti umani che ha pubblicato una serie di linee guida per l’interpretazione della nuova legge sull’eguaglianza presentata dalla sottosegretaria e vice leader del partito laburista Harriet Harman. Una cosa più seria quindi della probabile ilarità che potrebbe stimolare la notizia. Scrivono gli estensori della nuova legge sull’uguaglianza:

“una credenza non ha bisogno di includere la fede o il culto di un dio o di più dei, ma deve avere un impatto su come la persona vive la propria vita e percepisce il mondo”

Che ci sia una certa discriminazione su soggetti che praticano il veganismo o siano astemi o si infervorano sull’inesistenza divina, qualcosa di vero c’è. I vegani, ad esempio, come in tanti sapranno non solo non amano cibarsi di carne e vestirsi di pelle, ma disdegnano pure i derivati animali come uova, latte, burro, strutto e quant’altro. Difficile spesso coniugare un convivio alimentare con chi intende negarsi, per una scelta salutista e fideista, tutto quel che la maggioranza ingurgita. Siamo noi gli errati ad andare in estasi di fronte ad una fiorentina; a non negarci un’alimentazione dove carne, uova e tutto il resto imbandiscono le nostre quotidiane tavole o loro che si cibano di ortaggi, frutta, cereali? Per alcuni, l’alimentazione rappresenta non solo un modo di nutrirsi, quanto piuttosto una maniera per sentirsi in armonia con gli altri esseri viventi, o con l’ambiente, o con se stessi, oppure un sistema per ottenere il massimo beneficio per la salute. Vanno quindi protetti, dicono dalla Gran Bretagna. Al pari degli omosessuali.

Non solo i vegani per ”il loro impegno etico verso la protezione degli animali”. A entrare in questo nuovo istituto di tutela, anche gli atei e gli aderenti a culti come Scientology, così come i seguaci di correnti filosofiche come l’umanismo e il pacifismo. Per poi evitare eventuali polemiche, gli estensori della legge hanno chiarito che

Le ideologie politiche, dal marxismo al fascismo, non saranno tuttavia incluse, così come religioni dalla dubbia validità come il ‘Jediismo’, basato sulle idee dei film di Guerre Stellari e che nel mondo conta fino a mezzo milione di adepti.

Forse non dovremmo discriminare neppure noi, ma l’ingresso di Scientology in questo nuovo esercizio di protezione lascia un po’ perplessi; maggiormente se lo si va a paragonare alla protezione verso gli omosessuali. Se qualcuno non smentisce seriamente, pare siano parecchi omofobi e mal sopportano l’omosessualità. In accordo con le teorie L. Ron Hubbard, l’omosessualità è considerata una devianza sessuale e la sua pratica costituisce un “atto overt” da sottoporre a terapia. Qualcuno dovrebbe dirlo alla generosa sottosegretaria Harriet e alla Commissione.

Per i vegani è cosa diversa, come per gli astemi o gli atei. Tanto che i primi, pare intendano celebrare il veganismo al pari del Gay Pride. Il 17 maggio, come si legge in un loro comunicato, vegetariani e vegani venuti da tutto il mondo riempiranno le vie e le piazze di Roma e di Parigi per partecipare al Veggie Pride. Il loro obiettivo: esprimere la loro fierezza di non mangiare carne, pesce e prodotti animali e denunciare il massacro di milioni di animali ogni anno nei rispettivi Paesi.

Il Veggie Pride è una manifestazione che si svolge tutti gli anni a Parigi dal 2001 e, per la prima volta quest’anno, a Roma. L’obiettivo del Veggie Pride - come quello del Gay Pride per gli omosessuali - è di spingere i vegetariani e vegani ad accettarsi e ad esprimersi. Ecco il filo conduttore tra noi e loro.

Riferendosi alla protezione offerta ai vegani, un portavoce della commissione ha spiegato:

“Si tratta di persone per le quali essere vegane o vegetariane è una parte centrale della loro vita. Non si tratta di qualcosa di ‘inventato’ dalla commissione. Il Parlamento fa le leggi, i tribunali le interpretano e la commissione offre linee guida basate sui fatti e proporzionate quando ve ne è la necessità”.

Via | Ansa