Anno 1972. Quattro omosessuali si raccontano

Active ImageInterviste di Maria Laura Sbrollini e Dinni Cesoni tratte dal mensile “Due più” del febbraio 1973, pp.29-33

Quattro storie pubblicate nel 1972 ci fanno fare un salto a ritroso nel passato, quando il sogno di ogni “frocio” era di passare inosservato alla società che lo circondava. Quattro storie che ci raccontano di vite vissute nel nascondimento.
Perchè, come dice uno degli uomini intervistati “il rapporto più bello è quello duraturo. L’importante è che gli altri non se ne accorgano, quindi mai andare a vivere insieme”. Ma  scopriamo insieme questo pezzo del nostro ieri.

Ricordando il primo Gay Pride europeo

infoSembrano passati secoli da quando ebbe luogo il primo gay pride … che invece ebbe luogo a Londra il primo Luglio del 1972… appena ieri…
Alla marcia, organizzata dal Gay liberation front, parteciparono solo 700 persone, che sfilarono da Trafalgar Square a Hyde Park, sotto gli occhi di un massiccio e aggressivo schieramento di polizia.

Quale posto per le persone omosessuali nella chiesa cattolica?

Active ImageRiflessione di mons. Luigi Bettazzi, Vescovo emerito di Ivrea, tratta da AA.VV., Il posto dell’altro. le persone omosessuali nelle chiese cristiane, edizioni la meridiana, 2000, pp.7-10

«Sono nato mancino», così cominciavo il piccolo libro La sinistra di Dio (edizioni la meridiana 1996). Ovviamente non si trattava di scelte politiche’, anche se qualcuno volle subito protestare senza nemmeno avere sfogliato il libro.
Si intendeva invece puntualizzare che in un mondo e in una cultura in cui il settore destro del corpo, per il 90% dell’umanità, è quello più forte, la «destra” diventava il segno della forza, della sicurezza, del privilegio: nel Primo Testamento “la destra dell’Altissimo” è il premio e la garanzia per chi gli è fedele; e lo stesso Gesù Cristo, dopo le vicende della sua vita terrena e della sua morte dolorosa, risorge e… sale “alla destra del Padre”.

Dopo il suicidio di Matteo siamo tutti omosessuali

Active ImageArticolo di Pietro Calabrese tratto da Panorama.it del 13 Aprile 2007

Matteo era un ragazzo beneducato. Su questo concordano tutte le testimonianze. Era anche gentile, sensibile, intelligente, amava leggere, scriveva in maniera eccellente e aveva più amici tra le donne che tra i coetanei maschi.
Ma, soprattutto, era un adolescente beneducato. E tanto è bastato ai compagni di scuola per farne un “diverso”. Nel senso per lui più devastante, cioè un gay.

Dopo il suicidio di Matteo siamo tutti gay

Active ImageArticolo di Pietro Calabrese tratto da Panorama.it del 13 Aprile 2007

Matteo era un ragazzo beneducato. Su questo concordano tutte le testimonianze. Era anche gentile, sensibile, intelligente, amava leggere, scriveva in maniera eccellente e aveva più amici tra le donne che tra i coetanei maschi.
Ma, soprattutto, era un adolescente beneducato. E tanto è bastato ai compagni di scuola per farne un “diverso”. Nel senso per lui più devastante, cioè un gay.