Ho l’AIDS! Ecco perché ho infranto il silenzio su questo tema

no aidsTestimonianza di Rose Atibuni* (Uganda) tratta da Médecins Sans Frontières (MSF) del 14 luglio 2004, liberamente tradotta da Silvia Lanzi

Sono insegnante in una scuola secondaria e lo era anche mio marito. Un giorno, nel 1990 ha iniziato a sentirsi poco bene e col 1991 la sua salute era veramente peggiorata, ma non riuscivamo a capire perché.
Si trasferì ad Arua da Koboko (ndr cittadine dell’Uganda), dove entrambi insegnavamo, ma non fu d’aiuto. Iniziò ad avere eruzioni cutanee, come le persone lebbrose (che abitavano lì), e peggiorò parecchio.

Ho l’AIDS! Ecco perché ho infranto il silenzio su questo tema

no aidsTestimonianza di Rose Atibuni* (Uganda) tratta da Médecins Sans Frontières (MSF) del 14 luglio 2004, liberamente tradotta da Silvia Lanzi

Sono insegnante in una scuola secondaria e lo era anche mio marito. Un giorno, nel 1990 ha iniziato a sentirsi poco bene e col 1991 la sua salute era veramente peggiorata, ma non riuscivamo a capire perché.
Si trasferì ad Arua da Koboko (ndr cittadine dell’Uganda), dove entrambi insegnavamo, ma non fu d’aiuto. Iniziò ad avere eruzioni cutanee, come le persone lebbrose (che abitavano lì), e peggiorò parecchio.

Ho l’AIDS! Ecco perché ho infranto il silenzio su questo tema

no aidsTestimonianza di Rose Atibuni* (Uganda) tratta da Médecins Sans Frontières (MSF) del 14 luglio 2004, liberamente tradotta da Silvia Lanzi

Sono insegnante in una scuola secondaria e lo era anche mio marito. Un giorno, nel 1990 ha iniziato a sentirsi poco bene e col 1991 la sua salute era veramente peggiorata, ma non riuscivamo a capire perché.
Si trasferì ad Arua da Koboko (ndr cittadine dell’Uganda), dove entrambi insegnavamo, ma non fu d’aiuto. Iniziò ad avere eruzioni cutanee, come le persone lebbrose (che abitavano lì), e peggiorò parecchio.

Scoprirsi sieropositivi. Dalla paura alla perdita, per rinascere ancora

no aidsTestimonianza di Trevor (Australia) tratta da AVERT.org, liberamente tradotta da Silvia Lanzi

Ciao, mi chiamo Trevor e vivo a Brisbane, in Australia. Ho 40 anni e ho avuto un compagno per oltre 10 anni, l’ultima relazione ne è durata 12, non sento l’urgenza di averne un’altra. Ho sempre cambiato lavoro e posto dove vivevo.
L’anno scorso, era appunto l’inizio di dicembre, ho conosciuto un uomo meraviglioso che ha cambiato la mia vita e la sua.

Ho trovato la mia strada quando ho capito che l’AIDS non è una sentenza di morte

no aidsTestimonianza di Anthony Raiola (New York) tratta da AVERT.org, liberamente tradotta da Silvia Lanzi

Sono un ragazzo 42enne di origini italiane di Staten Island (New York). Ho vissuto per 10 anni con questa malattia e ora sto entrando nell’undicesimo.
Mi venne diagnosticata nel 1996 e dal 1996-2000 la negavo. Andavo nelle strade come prima fumando crack, volevo solo sballarmi ogni volta di più perché pensavo “se sto per morire, voglio morire felice e su di giri”.

Ho trovato la mia strada quando ho capito che l’AIDS non è una sentenza di morte

no aidsTestimonianza di Anthony Raiola (New York) tratta da AVERT.org, liberamente tradotta da Silvia Lanzi

Sono un ragazzo 42enne di origini italiane di Staten Island (New York). Ho vissuto per 10 anni con questa malattia e ora sto entrando nell’undicesimo.
Mi venne diagnosticata nel 1996 e dal 1996-2000 la negavo. Andavo nelle strade come prima fumando crack, volevo solo sballarmi ogni volta di più perché pensavo “se sto per morire, voglio morire felice e su di giri”.

Ho trovato la mia strada capendo che l’AIDS non è una sentenza di morte

no aidsTestimonianza di Anthony Raiola (New York) tratta da AVERT.org, liberamente tradotta da Silvia Lanzi

Sono un ragazzo 42enne di origini italiane di Staten Island (New York). Ho vissuto per 10 anni con questa malattia e ora sto entrando nell’undicesimo.
Mi venne diagnosticata nel 1996 e dal 1996-2000 la negavo. Andavo nelle strade come prima fumando crack, volevo solo sballarmi ogni volta di più perché pensavo “se sto per morire, voglio morire felice e su di giri”.

Penso di poter gestire l’AIDS, ma non una vita senza amore

no aidsTestimonianza di Don tratta da AVERT.org, liberamente tradotta da Silvia Lanzi

Sono così stanco e impaurito: mi è stato diagnosticato l’HIV. Potrei dire AIDS conclamata. Non ne avevo idea.
Il mio dottore iniziò a dirmi che ero anemico e che avrei dovuto prendere alcune pillole di ferro, ma continuavo a sentirmi tanto debole al punto di non riuscire a camminare. Alla fine mi dissi che c’era qualcosa che non andava.

Penso di poter gestire l’AIDS, ma non una vita senza amore

no aidsTestimonianza di Don tratta da AVERT.org, liberamente tradotta da Silvia Lanzi

Sono così stanco e impaurito: mi è stato diagnosticato l’HIV. Potrei dire AIDS conclamata. Non ne avevo idea.

Il mio dottore iniziò a dirmi che ero anemico e che avrei dovuto prendere alcune pillole di ferro, ma continuavo a sentirmi tanto debole al punto di non riuscire a camminare. Alla fine mi dissi che c’era qualcosa che non andava.

Ho appena scoperto di avere l’HIV. Perché è toccato a me?

no aidsTestimonianza di Alex (Inghilterra) tratta da AVERT.org, liberamente tradotta da Silvia Lanzi

Non so da dove, né come cominciare. Penso da qui. Il mio nome è Alex, vivo nel sud dell’Inghilterra, sono un ragazzo di 27 anni e oggi è 20 marzo 2007.
Ho appena scoperto di avere l’HIV, tre settimane fa e credo, in questo momento, di essere arrabbiato con il mondo e con tutti quelli che mi stanno accanto, dormo poco e cerco di lavorare duro in questi giorni proprio perché non voglio credere che questo incubo stia capitando proprio a me.